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  Edgar Degas,
L'assenzio
(1876)




Le mie città del cuore sono Parigi,
Roma
e New York 




<I SEGRETI DI NEW YORK>



  Ho conosciuto Parigi prima attraverso la lettura, che è un bellissimo modo per conoscere una città: la Parigi del '600, per esempio anche nella sua "revisione" ottocentesca (I tre moschettieri), o la Parigi crudele del verismo.
Poi, quando ne ho avuta la possibilità,
 sono andato a cercare nella realtà 
le possibili eco di ciò che avevo solo immaginato.


<BIBLIOGRAFIA>


 




Il celebre dipinto di Manet
ha lo stesso titolo del romanzo di Zola
ed è plausibile che,
se non altro
per un motivo di date,
abbia influenzato lo scrittore.






  Edouard Manet, Nanà
 
 

   
 

Paul Verlaine e Jean Moréas
visti da Cazals

Il quartiere in cui abito quando sono a Parigi è Montparnasse, un misto di grande metropoli e di "villaggio", una zona rallegrata dal giardino del Lussemburgo che è uno dei più belli della capitale francese,  un quartiere dove si può mantenere un certo calore umano nei rapporti,  come in una cittadina di provincia.


<BIOGRAFIA>
 

Parigi è una grande metropoli,
una grande capitale politica.
Quello che la Francia sta facendo
per il rilancio del disegno politico dell'Europa è bello, bello che
il presidente Chirac e il premier Jospin, separati quasi su tutto,
concorrenti diretti alle prossime elezioni presidenziali,
siano invece uniti su questo disegno.
Ecco una cosa di cui noi italiani non siamo ancora capaci:
la difesa di una visione nazionale al di là delle diverse opinioni politiche.






  Una volta mi piaceva molto anche Montmartre, certe stradine segrete sul versante settentrionale dell'altura (il nome deriva dalla contrazione di Mons martirum),  l'incanto dei tramonti estivi  dalla spianata del Sacro Cuore. Adesso non ci si può quasi più andare, perché è diventata, come Trastevere, una specie di zoo per turisti.


<BIBLIOGRAFIA>


Un angolo di Montmartre