|
|
|||||
|
|||||
| |
Mi interessa il presente come un racconto la cui conclusione viene continuamente rinviata, un romanzo di grande suspense di cui sfuggono quasi sempre gli sviluppi, con un finale imprevedibile, la cui sola certezza è che qualunque cosa in ogni momento può accadere. Il grande scrittore americano Ray Bradbury ha detto di guardare il mondo come una meraviglia, come una storia ininterrotta. È esattamente il mio sentimento nei confronti di ciò che tutti i giorni succede sotto i nostri occhi. <BIBLIOGRAFIA> |
![]() Lo scrittore di fantascienza Ray Bradbury |
|||
| |
|||||
| L'esperienza televisiva
mi ha fatto toccare con mano le straordinarie capacità narrative che quello
strumento possiede se usato sfruttandone le specifiche qualità. Quando la TV impiega, in una diretta, tutte le sue potenzialità e cioè contributi registrati, collegamenti esterni, telefonate, filmati d'archivio, ospiti in studio, si rivela per ciò che è: vale a dire il più potente mezzo comunicativo mai concepito. Trasmette messaggi ad una fascia vastissima di pubblico, dà al presente istantaneo evidenza e velocità senza precedenti. <OPERA> |
![]() Guerra del Golfo: la guerra in diretta TV |
||||
| "Mi trovo a Los
Angeles nella hall dell'Hotel Ambassador,Robert
Kennedy, candidato alla Casa Bianca, è appena stato ferito
mortalmente." In quel momento, che ho vissuto, a pochi secondi di distanza tutto il mondo seppe e vide la tragica notizia. La comunicazione di ciò che sta accadendo, il presente dovunque si verifichi, è l'essenza della televisione, tutto il resto sono accessori. <BIOGRAFIA> |
![]() Los Angeles, 5 giugno 1968. Hotel Ambassador: Robert Kennedy ripreso dalle telecamare mentre si accascia al suolo |
||||