C'è un termine difficile, una specie di ingombrante mobilone tedesco"Weltanschauung": Nel secondo capitolo di Case, amori, universi  parlo di endocosmo ed esocosmo. Mi sembra una differenza talmente elementare: l'esocosmo è il mondo di fuori; l'endocosmo è la proiezione del mondo di fuori all'interno. Ciascuno di noi ha un endocosmo; la cosa interessante è che si raggruppa per famiglie, per civiltà: l'endocosmo di un italiano colto alla fine del XX secolo è ben diverso da quello di un saudita, o di un indiano.

[CASE, AMORI, UNIVERSI]




Giovane contadina giapponese
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scrittorincorso
ENDOCOSMO          torna all'HOME PAGE MAPPA SITO
viene spesso usato dai filosofi per indicare più o meno la stessa cosa che io chiamo "endocosmo". Essendosi comunque sviluppato il mio endocosmo in Toscana, quindi in Italia, le primissime scosse culturali che ho avuto sono state legate alla scoperta del mondo protestante, molto diverso da quello cattolico. Mia mamma era inglese, ma si era molto italianizzata. Ma c'erano delle zie inglesi che invece restavano solidamente ancorate all'endocosmo protestante: il contatto con loro mi ha rivelato quale profonda distanza ci possa essere tra i mondi interiori di ciascuno.

[BIOGRAFIA]


Un'immagine del mio endocosmo d'infanzia




Boccale di birra tibetano
Il cibo rivela molto di una cultura. Da bambino, durante un'assenza dei miei genitori, una mia zia inglese venne a stare con noi. Davanti alle mie lamentele per i suoi piatti davvero immangiabili, se ne uscì con l'affermazione, per me strabiliante:

"My dear boy, food must not taste good."


Il cibo deve servire per nutrire, non deve essere buono:

questo è un punto di vista tipicamente protestante, assolutamente incomprensibile per un cattolico. Perché
per un cattolico ci sono i digiuni, ma solo in certi periodi c'è il magro, ma insomma anche il magro può essere ben condito.

[BIBLIOGRAFIA]